South West USA con Dani e Pafio dal 06 al 27 febbraio 2010 - Fantistici parchi naturali, area 51, indiani d'america, Casiṇ tutto on the road....
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Diario di viaggio - Febbraio 2010: 06 | 07 | 08 | 09 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | Dany e Fabio arrivo ore 19.10 Ele e Max arrivo ore 21.10 Ritirata la macchina da Fox Rental Car Dormito a “Redondo Pier Inn” 2 notti dal 06-08 febbraio 2010 (199,00 $) Room with 2 queen’s bed + bathroom + aircoon + breakfast Tour delle location dei film
Cena di Sushi con Franz e giro per O.C. Tour delle ville dei Vips fra Beverly Hills e Hollywood
Notte allo “Stay” in Downtown (91,00 $ prezzo x 2 camere) Bus Greyhound verso Las Vegas (prenotato da casa 33,00 $ a testa) Arrivo a Las Vegas ore 17.00 Due notti all’Excalibur Hotel a (prenotato da casa 114,12 $ 1 camera x 2 notti) King Size bed + bathroom + Aircoon Arrivo + cena “All you can eat” Brasiliano (carne a volontà tagliata al momento sul tavolo dallo chef + contorni a buffet) al centro commerciale dell’Hollywood Planet Colazione e superpropostone di investimento in una multiproprietà a Las Vegas (ma chi se ne frega??) Comunque ci guadagniamo un colazione gratis + uno sconto di 60 dollari a testa sul mitico show serale Pomeriggio:
Cena con show “the tournament of kings” (spettacolo medievale con torneo dal vivo nell’arena dell’Excalibur – Cena con le mani a base di polletto, zuppa e patate con tanto di caraffone per i brindisi intonati da mago Merlino Ritiro macchina da Dollar Rental Car all’aeroporto (Dodge Caliber blu) e partenza per il tuor dei parchi.
Notte ad Escalante in un motel (61,74 $ totale) Colazione al Food Mart di Escalante con caffettoni e brioches (incontrato il sosia cowboy del Bepi con cui facciamo anche una foto) A ritmo dei “Bastard” passiamo per il “Gran Staircase Escalante Nationa Monument” (2656 miglia quadrate di monumenti naturali) Arriviamo al:
La sera dormiamo a Moab al “Rodeway Inn” (65,99 $ totale) “Arches National Park” - Utah - Pafio, Dani e Max fanno un’escursione di 2 ore dove vediamo:
Da qui viene anche Ele che sta meglio:
“Canyonlands National Park” - Utah (527 miglia quadrate di estensione – il più grande e selvaggio parco dello Utah - Siamo arrivati al tramonto in tempo per vedere:
Nelle zone circostanti hanno girato il finale di “Thelma e Louise” e l’inizio di Mission Impossibile 2. “Mesa Verde National Park” - Colorado (riserva indiana fino al 1300 D.C. un sacco di neve, villaggi del “pueblo indiano” incastrati nella roccia che sembrano presepi, visitiamo anche uno splendido villaggio “Spruce tree House” ed entriamo in una kiva (luogo spirituale sotterraneo al quale si accede da un buco con una scaletta in legno) – il villaggio più bello è a nostro avviso il “Cliff Palace” – visitiamo anche il museo “chapin mesa” dove simpatizziamo con la mitica guida che è un misto fra Jim Carey e il Daniel da vecio (che rider)) Sulla strada verso la Monument Valley siamo passati dal “Four Corner Point”: unico punto negli Stati Uniti dove si incontrano 4 stati: New Mexico, Arizona, Utah e Colorado (Max fa la pipì nel New Mexico) Passando per Mexican Hat arriviamo al “Monument Valley National Park” - Utah (scenaro da Far West, location di Ritorno al Futuro 3 e tantissimi altri film wetern americani. Notte a Page al Bashful Bob’s Motel (57,82 $ totale) Vero e proprio appartamento con 2 stanze, bagno, cucina e salottino “Horse Shoe Bend” - Arizona (Canyon a forma di ferro di cavallo molto suggestivo e affascinante con un fiume che gira attorno alla roccia centrale) “Upper Antelope Canyon” - Arizona (con un forgone 4x4 raggiugnaiel un canyon lungo ½ km scavato dall’acqua e dal vento, bellissimo e soprattutto fotografico. L’altezza del terreno cambia a seconda di quanta sabbia cade da sopra. Tour di 1 ora e mezza (29 $ a testa) Guidiamo verso la “Second Mesa” passando per Tuba city e cittadine popolate solo da indiani molto suggestive. Dopo aver girato a zonzo per ore nei vari mesa troviamo nella Second Mesa l’Hopi Cultural Center do trascorriamo la notte (95,00 $ per la camera) Room with 2 queen’s bed + bathroom + riscaldamento ad aria Cena tipica Hopi (30 $ in quattro) Dopo colazione visitiamo il Museo Hopi (foto varie e reperti delle popolazioni indiane) e ci prenotiamo per una visita guida ad un villaggio. Visita alla “First Mesa Walpi”: Arrivati al villaggio bussiamo alla porta di un edificio fatiscente adibito a stanza sociale ma nessuno ci apre. Un ragazzo che passava ci dice di bussare ad una casa li vicino, esce una donna con un asciugamano in testa che ci dice di aspettare 5 minuti e nel frattempo di fare un giretto nel villaggio. La visita sarebbe iniziata alle 10.45 anche per aspettare eventuali altri visitatori ma alla fine eravamo gli unici turisti. Nel frattempo ci addentriamo da soli nel villaggio Polacca, arrivati nella piazza (Kachina) ove si svolgono le cerimonie e le danze e vi è una grande Kiva tonda ci si è avvicinato un indiano Hopi del posto per chiacchierare con noi e guidarci all’interno del villaggio. Ci ha anche mostrato una Kachina Doll che simboleggiava il villaggio, la natura, il sole e i diversi prodotti della terra. Alle 10.45 torniamo puntuali alla stanza sociale dove la signora raccoglie la nostra quota (13 $) per visitare il villaggio Walpi. La nostra guida ci fornisce un sacco di informazioni sulle tradizioni e cultura Hopi danze, costumi, cibi, calendario, feste, balli, abbiamo assaggiato anche il pane hopi: dei fogli finissimi di pane asimo che viene impastato solo da alcune donne prima delle cerimonie su una grande pietra, un’operazione che richiede parecchio tempo e molta pazienza. Ci incamminiamo poi verso il villaggio Walpi dove vivono solo due famiglie come vivevano gli antichi del Pueblo: senza elettricità e acqua. Un lembo di terra di pochi metri con altissimi strapiombi laterali unisce il monte del villaggio Polacca con quello del villaggio Walpi il più antico e tradizionale dei villaggi Hopi ancora abitato d’America. Gli altri Hopi che vivono a valle raggiungono questo villaggio solo per le cerimonie. La signora ci spiega che non hanno un rito specifico per il matrimonio ma che il giorno che i due giovani decidono di iniziare la loro vita insieme la ragazza cambia la sua acconciatura. Le ragazza nubili hanno i capelli raccolti in cipolle laterali che poi da sposate sciolgono in lunghe trecce. La prossima sposa cucina per tutta la famiglia dello sposo, quando tutti sono felici del banchetto i due sono ufficialmente uniti. Credevamo di venir assaliti da centinaia di venditori, ma ci sbagliavamo, invece abbiamo dovuto chiedere alla signora chi vendeva prodotti artigianali nel villaggio. Scopriamo ben presto che gli indiani Hopi sono molto riservati e se ti vedono interessato ad un loro prodotto, che magari stanno ultimando, ti chiedono “una sola” volta se vuoi acquistare ma poi non ti importunano più. Abbiamo avuto fortuna a ritrovare il signore incontrato prima e contento di rivederci ci ha accolto a casa della moglie che ci ha mostrato le sue composizioni in terracotta. Abbiamo chiesto se poteva venderci la sua Kachina Doll e contento di vederci ci ha augurato ogni bene per il futuro e altre belle cose. E’stata una fantastica esperienza, veramente entusiasmante. Ancora con il cuore pieno di gioia ci siamo avviati verso il gran Canyon ricordando insieme queste strane e forti emozioni. “Gran Canyon National Park” - Arizona – Siamo arrivati al tramonto ma per tutti è stato deludente, o meglio fra tutte le cose che abbiamo visto non è stato un granchè. Abbiamo trascorso la notte a Flagstaff al Rodeway Inn (67,90 $ per la camera) Room with 2 queen’s bed + bathroom + riscaldamento ad aria + colazione a buffet Da segnalare il fischio assordante del treno che ci ha accompagnato per tutta la notte… ma la stanchezza ci ha concesso cmq di cadere in un pesante sonno. Al mattino ci svegliamo con calma verso le 8 e dopo una colazione in hotel facciamo una capatina al visitor center e 2 passi con shopping nel downtown di Flagstaff. Decidiamo poi di dirigerci verso il misterioso villaggio di Sedona - Arizona, un paesino Western, Hippie e New Age. Facciamo due passi tra i negozietti di medicina alternativa, gallerie d’arte, fotografi in grado di catturare la tua aurea, negozio d’abbigliamento country e subito l’ambiente rilassato e lo splendido panorama circostante ci conquista!! Forse il paese che finora ci ha colpito maggiormente. Ed eccoci pronti per partire alla scoperta dei misteriosi “vortici energetici” meta ogni anno di centinaia di credenti. La combinazione di misticismo e le maestose rocce rosse circostanti ci danno un’inaspettata carica. Che sia l’influsso di tali vortici energetici? Dopo esser passati per bellissimi boschi, con fiumi e cascate arriviamo a William dove passiamo la notte alla Econolodge (66,73 $ per la camera) Room with 2 queen’s bed + bathroom + riscaldamento ad aria + colazione a buffet Dopo aver fatto un paio di lavatrici e asciugatrici nella laundry automatica del paese decidiamo di mangiare un bel bisteccone, stile fiorentina, in uno dei locali più tipici del paese, una cena deliziosa!! Alla mattina ci alziamo con calma, facciamo colazione nel motel e facciamo un girettino per Williams, i pub li vicino sembrano un tuffo nel Far West e ci incamminiamo verso le vecchia stazione dove c’è ancora un’enorme locomotiva a vapore e si vendono i vecchi chiodi delle antiche rotaie. E via verso l’antica “route 66”, arriviamo a Seligman un paesino curioso rimasto ancora negli anni 50 e che ha ispirato il film di animazione “cars” della disney. Paese dove ancora oggi il mitico barbiere Angel Delgadillo (lo abbiamo incontrato e Max ha fatto un foto sulla poltrona da barbiere) che si è battuto per mantenere vivo il mito della route 66. Durante il tragitto verso Kingman in realtà non c’era molto da vedere, solo deserto tranne un fantastico bar con distributore di benzina dove si è fermato il tempo e raccoglie un’enorme collezione di cianfrusaglie degli anni 50 di ogni genere. Veramente carino ed imperdibile! Il resto della giornata l’abbiamo passata in macchina guidando 3h e 46 min fino a Beatty passando per un’enorme diga (Hover Dam) che da energia a tutta Las Vegas. Trascorriamo un notte a Beautty in un motel (60,00 $ per la camera) Room with 2 queen’s bed + bathroom + riscaldamento ad aria Alla sera ci rechiamo in un ristorantino messicano molto caratteristico, l’unico ancora aperto nella zona. Da notare che una così modesta cittadina ha un sacco di casinò. Death Valley National Park – Nevada California – una parco che in generale non è un granchè e ha deluso le nostra aspettative. Abbiamo visto:
Ritornando verso Beautty ci fermiamo alla Ghost Town Rhyoute: sembra quasi un americanata costruita per i turisti. Dopo una colazione in motel facciamo un giretto per Tonopah un cittadina di miniere dismesse dove ormai non è rimasto un granchè se non un sacco di motel vuoti e diversi negozi chiusi. Ed eccoci pronti per raggiungere la super top secret Area51, la cui esistenza è da sempre stata negata persino dai presidenti americani, passando per la extraterrestrial higway nel suggestivo deserto di Joshua tree del Nevada. Arrivati a Rachel, il paesino più vicino alla fatidica Area circondato da centinaia di miglia di deserto in tutte le direzioni, alloggiamo al caratteristico motel formato da tante piccole casettine stile roulotte: Little All’E’ Lin (57,70 $ Room with 2 queen’s bed + bathroom + riscaldamento ad aria). All’interno un sacco di foto di misteriosi UFO, souvenir e informazioni sugli avvistamenti e area 51. Dopo aver impostato tutte le coordinate sul gps grazie ad un curatissimo sito di ufologi ed aver visto qualche filmatino scaricato da internet da Max ci avviamo verso la nostra prima meta: il Back gate dell’Area 51. Il copilota Max mette una colonna sonora adeguata: E.T. ed X-Files, che rider! Arrivati nei pressi della stanga (10,2 miglia di sterrato) una macchia grigia ha iniziato a farci i fari e così abbiamo deciso di non avvicinarci di più ma girare la macchina e tornare indietro giusto per non creare troppi casini, ma non dopo aver fatto qualche foto ed un filmato. Anche il pickup gira il senso di marcia e ci segue per qualche miglia: PAUUURAAA!! Ci dirigiamo così verso la Black Mailbox scassinata diverse volte dai cercatori di UFO perché essendo nera e con un gran lucchetto si credeva fosse la cassetta della posta dell’Area51. Si è scoperto poi che era la cassetta di un allevatore locale che stufo di perdere la propria posta per via dei curiosi ha deciso di pitturarla di bianco ed applicare un più piccola cassetta sottostante con la scritta “alien”! Ah Ah Ora tale luogo rimane comunque uno dei più gettonati per gli avvistamenti notturni di oggetti volanti non identificati e d’estate diversi curiosi si accampano con i sacco a peli per la notte. Da notare che c’è una vera e propria etichetta da rispettare fra avvistatori, quindi occhio ad essere informati se non volete essere picchiati da qualche fanatico! Un paio di foto di rito e rieccoci partire verso il Main gate dell’Area 51 circondati da misteriossissime nuvole ed una luce che rende il deserto del Nevada e i suoi Joshua tree fantastici per le nostre foto. Dopo 11 miglia di strada sterrata dove si dice ci siano rilevatori di suono, movimento e telecamere un po’ ovunque vediamo in lontananza sulla collina un pickup grigio con i vetri oscurati che ci punta e ci fa i fari. Appena dietro la collina ci troviamo di fronte a diversi cartelli che ci intimano a non superare tale limite pena 1000 dollari di multa e la possibilità di prendere una pallottola nel cranio, un altro cartello ci dice che da questo momento la nostra identità è sotto controllo: minchiaaaa!! Facciamo un bel sorriso alla telecamera sulla nostra sinistra e alle guardie nel pickup che nel frattempo si è girato verso di noi e decidiamo di tornare sui nostri passi. Ed ecco che anche questo pickup ci segue per qualche miglia, attimi di “schega” ma poi ci lascia andare voltando su una stradina sterrata secondaria. Che avventura adrenalinica! Dopo aver percorso circa 140 miglia totali fra sterrato e strada asfaltata torniamo nella nostra cameretta per mangiare un alien burger nell’unico ristorantino di Rachel nel nostro motel. A sorpresa scopriamo che il cuoco è malato e quindi niente pappe. Fortunatamente avevamo un po’ di frutta e qualche cracker avanzati dal viaggio! Dopo una partitina a carte, verso le 23, Max decide di avventurarsi nei pressi dell’Area51 nella speranza di avvistare qualche oggetto non identificato. Due strani episodi gli accadono nel tragitto. Max: Tutt’intorno un silenzio inquietante e dopo 10 miglia di asfalto la strada si fa molto buia. Da subito noto che tutti i cartelli stradali e i paletti catarifrangenti sono oscurati da una patina grigia. Dopo una decina di miglia decido di girare la macchina per vedere nell’altra direzione e noto che i cartelli sono normali. Che stranezza. Proseguo cmq il mio viaggio verso la Black Mailbox dove spengo la macchina e mi fermo un mezz’oretta per un primo avvistamento. Da dietro le montagne che ospitano il lake Powell, dove sta l’area 51 (Nellis Air Force Base), sale una fortissima luce come se ci fosse una grande città la dietro. Da notare che secondo un nostro calcolo la valle top secret e off-limit che ospita l’area ha un estensione simile a quella del trentino. Haimè nessun U.F.O. per ora. Decido poi di dirigermi con l’aiuto del navigatore verso un secondo punto di avvistamento che secondo gli ufologi gode di una vista migliore vista la sua più alta elevazione. Da lontano vedo però i fari di un’auto che mi lampeggia e poi tutto ricala nel buio, dopo pochi secondi un altro lampeggio e di nuovo buio… mi mancano ancora un paio di miglia ma decido poi di girare la macchina, sono da solo, nel deserto del nevada, a centinaia di miglia dal primo centro abitato, se mi succede qualcosa o incontro qualche losco individuo nessuno saprebbe dove sono, meglio non rischiare. Insomma un po’ di schega mi assale… mi giro! Dopo qualche miglia anche nell’altra direzione vedo un’auto che mi lampeggia e poi tutto ricala nel buio.. azz sono circondato… ancora un paio di lampeggi e tutt’intorno è di nuovo tutto nero. Ora che faccio mi chiedo? Mi giro di nuovo? Poi dopo qualche riflessione decido di proseguire, altrimenti girarmi di nuovo potrebbe sembrare un fuga… rallento e ad una velocità costante di circa 40 miglia all’ora proseguo per la drittissima ed interminabile strada. Non incrocio nessuno fino a Rachel… che strano! Ho pensato a lungo a quanto accaduto, Ele, il giorno successivo, ha notato che su alcuni paletti per strada c’erano due fili elettrici… che vengano oscurati elettronicamente per qualche strano motivo? Forse per non disturbare le misteriose simulazioni di volo che tornano alla base militare? E chi erano poi quelle macchine? Forse delle guardie dell’area che allertate dai rilevatori di movimento hanno pensato di spaventare i curiosi, spingendoli a non avvicinarsi alla base e accerchiandoli con due macchine? Forse è solo suggestione ma questa avventura non la dimenticherò mai più e rimarrà come una delle più inquietanti della mia vita!! Che figata! mi sentivo Fox Molder in una delle migliori puntate di X-files. Dopo qualche foto simpatica con gli alieni del Little All’E’ Lin che giocano a Bang!! E qualche chiacchiera con la ormai famosa “siora del bar” (apparsa più volte anche sugli speciali di vojager). Ci dirigiamo a sud per tornare a Las Vegas. Il problema è che Max ha consumato quasi tutta la benzina per il suo giro di perlustrazione notturna e adesso abbiamo tutti i sudorini visto che il primo distributore segnato sul nostro TOM TOM è lontanissimo!! Scopriamo presto che il punto dove doveva esserci un benzinaio in realtà ospita una catapecchia in legno abbandonata… presi dalla disperazione fermiamo la prima macchina per chiedere dov’è il prossimo distributore… L’autista ci rassicura dicendo che ad un paio di km ce n’è uno!! WOOOOWWW Percorriamo quest’ultimo tratto di strada completamente in silenzio scrutando la lancetta della benzina. Ma io (max) che guido, sono già rilassato pensando che “male che vada” sono 2 km a piedi per cercare una tanica di benzina!! FATTO IL PIENO!!! Ecco tornare il sorriso e riusciamo a guardarci finalmente in torno… il deserto del nevada è diventato una grande prateria con mucche e qualche piccolo villaggio sulla strada. Eccoci di nuovo a Las Vegas, e come promesso ci aspetta un po’ di shopping negli outlet. Partiamo con il primo: Premium Outlet e successivamente il Las Vegas Outlet Center. Dopo aver preso una camera con due queensize bed al Circus Circus decidiamo di cenare al “all you can eat” (12,95$) degustando 3-4 mega bistecconi con patate e contorni misti!! Dopo la prima porzione il cameriere “ingenuamente” ci ha chiesto se volevamo il dolce… “ma ses mat??” bis per tutti e tris e quatris per i più coraggiosi!! AhAh Facciamo due passi per digerire all’interno del Casino e sulla strip…decidiamo poi di passare al mitico “hard rock cafè casino”: BELLISSIMO! Pieno di cimeli dei grandi divi del Rock! Notte al Circus Circus Casino (36,73$) Room with 2 queen’s bed + bathroom + riscaldamento ad aria. Sveglia con calma, impaccate bene le valigie… un salto al Luxor e al Mandalay prima di riconsegnare la mitica dodge caliber all’aeroporto! Da li partiamo con il volo della South West verso san Francisco. Arriviamo alle 16.40 e dopo informazioni prendiamo un bus per il centro (1,5 ore circa) dove smontiamo al primo Rodeway Inn che pero’ è piuttosto caro. Decidiamo di cambiare zona e con la cartina alla mano arriviamo dopo vari tentativi alla nostra bella cameretta. Rodeway Inn (211,67 $ per la camera per 4 notti) Room with 2 queen’s bed + bathroom + riscaldamento ad aria + colazione a buffet Cena in un mediocre ristorante semi-vietnamita e poi nanne! Sveglia presto e via verso il centro informazioni. Sulla strada notiamo che tutt’intorno ci sono solo senza tetto e barboni… in 20 minuti non siamo in grado di scovare, nemmeno per scommessa, una persona dalle sembianze normali. Gente che urla, che parla da sola, in pigiama…. Raccogliamo qualche mappa, facciamo il pass per tutti i mezzi pubblici (20,00$ a testa per tre giorni) e partiamo alla scoperta della città. Ha diluviato per tutto il giorno. Dopo aver assistito al cambio direzione ancora manuale del Cable Car Bus, aggrappati con il culo a sbalzo ad uno di questi, risaliamo le ripide vie verso nord. Ci fermiamo fradici in un negozio cinese per comprare alcuni ombrelli ed un cubo di rubik come quello di Will Smith ne “la ricerca della felicità” ambientato tra l’altro a San Francisco. Decidiamo di raggiungere il quartiere ludico vicino al porto chiamato Fischerman Warf dove mangiamo un super zuppa di pesce in un ciotola fatta di pane ed Ele un’insalata d gamberetti. Tutto buonissimo. Dopo pranzo è ora del dolce. Con un paio di cambi d bus raggiungiamo “Ghirardelli Square” dove c’è la più famosa fabbrica di cioccolata della città! Facciamo almeno dieci giri di degustazioni gratuite imbrogliando l’inserviente con i travestimenti più astuti! Che rider! Decidiamo infine di scaldarci con una “non troppo buona e liquidissima” cioccolata calda! Le nostre se le sognano, evviva il “Ciobar”! Visto che la pioggia non smette decidiamo di dedicare il mezzo pomeriggio rimasto allo shopping ed è proprio su uno dei nostri volantini che scopriamo un mega outlet sportivo dai prezzi eccezionali nei pressi del Golden Bridge. Spese pazze per tutti… svuotiamo mezzo negozio ma ne valeva la pena! Sveglia e prenotazione dell’albergo ad Hollywood tramite internet. Decidiamo anche di verificare i prezzi per affittare una macchina per Los Angeles… ma rimaniamo piuttosto di stucco dopo aver passato almeno quattro compagnie che ci chiedono cifre esorbitanti per la ricollocazione dell’auto a San Francisco. Su consiglio di un “giustissimo” impiegato di una compagnia troviamo una macchina da ricollocare a Los Angelese presso la HERTZ! Che culo! Ovviamente prenotiamo subito. Passiamo in autobus sulle coloratissime vie di Chinatown ed eccoci ben presto nel quartiere italiano di “Nord beach”. Facciamo qualche foto a Washington Square circondati da centinaia di piccioni e da uno strano personaggio che fa Thai Chi ne parco. Camminiamo fino Telegraph Hill da qui ci godiamo il panorama mozzafiato ai piedi della torre (tra l’altro con splendidi murales interni), fotografiamo i due famosi ponti e la “Lombard Street”, una delle più tortuose strade del mondo! Scendiamo dalla collina e ci fermiamo per una pizza e focaccia nel “Caffè Trieste” dove il mitico Francis Ford Coppola ha steso la sceneggiatura per il capolavoro “Il Padrino atto primo”. Il baretto è molto italiano e alla parete ci sono foto del vecchio titolare con i personaggi più strani… da Pavarotti a Bill Crosby oltre che le foto di Francis con la sua macchina da scrivere. Facciamo due passi sulla Columbus Avenue, la via principale di Little italy, arriviamo a Chinatown dove ci mangiamo dei buonissimi ravioli al vapore ed usciamo dal famosissimo portale cinesi con dragoni. Prendiamo il mitico autobus F (la linea con i vagoni provenienti da mezzo mondo) guarda il caso, saliamo proprio sul vagone milanese completamente in legno. Divertente la scritta “Vietato sputare!”. Arriviamo ne quartiere più gay del mondo “El Castro” dove invertiamo le coppie e giriamo tenendoci per mano. Bel quartiere, colorato e con persone molto folcloristiche. Prendiamo poi un bus per il Golden Gate Park passando per il quartiere Hippie di “Haight Ash Bury”. Facciamo poi una camminatine sul maestoso Golden Gate Bridge con qualche foto di rito e poi ci dividiamo per cena: Max ed Ele vanno al buffet Safeway mentre Pafio e Dani al Fisherman Wharf. E’ finalmente ora di nanne… che giornata intensa! Questa giornata decidiamo di dividerci per assecondare i diversi interessi di coppia. Fra le cose viste:
Ci ritroviamo per cena in un mitico ristorantino indiano dove mangiamo in compagnia di Licia, un amica della mamma di Max che vive da diversi anni a Berkeley. Sveglia alle 5.55, Pafio e Max vanno di corsa a ritirare la macchina “mentre le done le enpaccheta le valis”. Sulla costa vediamo:
Arrivati all’hotel di Hollywood lasciamo le donne e ci rechiamo in aeroporto per consegnare l’auto. Dopo una colazione sulla Hollywood Boulevard percorriamo l’ancora addormentata via delle star fino al teatro degli “Oscar”. Eravamo li esattamente una settimana prima ed era già quasi tutto pronto. Un po’ di foto di rito con le impronte delle mani dei Vips ed eccoci sul metro che ci porterà fino al punto di partenza dei shuttle bus per i vari terminal dell’aeroporto. Punto dove ci baciamo e ci auguriamo un buon viaggio di ritorno!!!
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